Pubblicità

C’è una cosa che mi ha sempre affascinato, osservare le persone, nello specifico osservare comportamenti ed interazioni.

Questo si può definire un periodo molto prolifico per ottenere informazioni. L’esposizione mediatica di alcuni contro la totale mancanza di altri parla molto dei caratteri e delle necessità di ognuno.

Diversi ma uguali nelle sicurezze/insicurezze che ci accompagnano in questo inesplorato percorso che è  la vita. La continua richiesta di conferme e attenzioni che avviene nei modi più svariati denota una mancanza interiore costante che si cerca di compensare con gesti che pensiamo siano capaci di attrarre. Sia la continua esposizione, che si pensa possa creare un contatto diretto con l’interlocutore, una sorta di rapporto personalizzato finalizzato alla fidelizzazione e al non lasciamoci mai, in contrapposizione alla totale mancanza, per paura o per creare mistero, che conduce alla stessa via.

Entrambe forme di pubblicità dettate da regole scritte da altri ma che in tanti seguono diligentemente con una estrema mancanza di personalità.

Difficile segnare il confine tra quello che appare è quello che si è perché anche se non direttamente il nostro comportamento racconta molto di noi, delle nostre forze e delle nostre debolezze, dei dubbi e delle necessità.

Rimanere se stessi, distanti quel che basta da non farsi travolgere da questo attuale circo, assecondando i propri ritmi, rimane sempre la migliore pubblicità di se stessi.

Imprevedibilità, imperfezione ed errore

Quando cuociamo i manufatti d’argilla noi diciamo che bruciamo i nostri pensieri che nella manipolazione hanno preso forma. Fare arte è confrontarsi profondamente con se stessi, i lavori che richiedono una componente manuale scavano in profondità facendo emergere molte parti di noi,  facendoci fare i conti con i limiti che abbiamo. L’attitudine al controllo è uno di questi che mai come nelle creazioni manuali emerge prepotentemente. Nel caso dell’imperfezione il limite si supera quando ci si accorge che la stessa non esiste al pari della perfezione, un minuto in più o in meno generano differenze sostanziali che agli occhi attenti possono rivelarsi come errori, ma cos’è mai un errore?  Cercare di ottenere un risultato, sempre lo stesso, ci rende schiavi di una gabbia di quotidianità gestita dalla difficoltà ad accettare l’imprevedibile. Solo quando saremo in grado di vivere nelle imprevedibilità saremo liberi!  Questa è la metafora del lavorare, cuocere e decorare l’argilla, mai niente sarà uguale o prevedibile, nella tecnica raku tante sono le variabili che si intersecano per generare un risultato  sorprendente.  Anni di prove con i materiali più disparati, acquisti legati sempre alla stessa forma indicavano una via e hanno generato immagini che una volta manipolato l’argilla sono venute fuori da sole. Anelli, ciondoli, pendenti, orecchini, rappresentano la natura fonte d’ispirazione da tempo immemorabile, il mare con i suoi colori le sue forme, la terra con la sua infinita preziosità, l’acqua che scava, arrugginisce…  Rocce, pietre scavate dal vento e dall’acqua, ghiaccio che si scioglie, molluschi e spugne, tutti diventano fonte d’ispirazione particolare.  E come d’incanto la vita stessa fluisce dall’interno, erutta come un vulcano mostrando in un modo diverso la propria anima. Nessuno e tutti sono i maestri di queste forme, le vicende e i compagni di vita hanno modellato il nostro carattere e il nostro vissuto e le mani lo raccontano perfettamente scivolando, manipolando generando forme. Grazie alla vita stessa che permette le continue trasformazioni di noi stessi e delle nostre creazioni. In questo non c’è errore ne imperfezione solo imprevedibilità e la tecnica è  un’altra cosa…..

Mi piacerebbe avere un vostro commento, ogni commento mi racconta un poco di voi, mi da un’immagine della vostra anima. Grazie

Creazione nuovo logo

Nuovo logo per la ceramica

Devo ammettere che non riesco a stare ferma, ho sempre una curiosità insaziabile e da anni inseguivo il desiderio di imparare a fare ceramica. Ci sono stati diversi episodi di avvicinamento, un piccolo corso base molto tradizionale in cui mi sono cimentata in tecniche quali la lastra e il colombino, ma la cosa non è proseguita. Alcuni anni fa, esattamente nel 2019 mi sono avvicinata al FabLab Cagliari, un laboratorio di fabbricazione digitale, altra passione, e ho conosciuto Gigi Pilia alias Raku-Ando, un vero genio inventore, sperimentatore e motivatore. Ho chiesto, richiesto, richiesto sino a che per sfinimento si è concesso e ha organizzato un corso base, tanto base non è, dove ci ha introdotti nel suo fantastico mondo fatto di ceramica, forni anche a microonde, tecniche di smaltatura, raku degli acidi e altri fantastici mondi. Quello che vedete è il mio nuovo logo ispirato al simbolo dell’infinito che contiene le mie iniziali la G e la P, logo da me creato e da Gigi realizzato con la stampante laser così da poter timbrare tutte le varie realizzazioni in argilla che presto verranno postate! Arrivederci

Residenza artistica tessile

Avrò il piacere, come vincitrice, di partecipare alla residenza artistica settore tessile che inizierà a breve, la natura e la tradizione incontreranno il mondo digitale!